OLTRE GLI STECCATI DELLA SINISTRA: Manifesto di una moderna sinistra popolare

Tutti amano parlare, anzi discutere, di politica e tutti credono di avere a disposizione la soluzione ai problemi. Ma alzi la mano chi si sentirebbe in grado di mettere nero su bianco tutte le problematiche per ogni settore della nostra società e proporre soluzioni razionali, basate sul percorso storico del nostro paese.

Fabio Siringo si è cimentato in questa impresa con metodo, dedizione e onestà intellettuale.

Inizia tutto con le basi della nostra società: la Costituzione, il faro che guida, sancisce e regola la normativa e la società italiana. Ma la Costituzione è ancora in linea con la società moderna e le esigenze sociali ormai mutate rispetto ai tempi della sua nascita? E di contro, la società si è allontanata troppo dai valori e dalle regole che dovrebbero guidarla?

Nella dissertazione di Siringo c’è ampio spazio per queste domande fondamentali: l’autore, forte delle sue conoscenze, non risparmia prese di posizione e indicazioni chiare e dirette in merito al ruolo che ha avuto la sinistra in questi decenni, degli errori commessi e della direzione da prendere per risolvere i problemi dell’attualità.

Ma perchè “fidarsi” delle opinioni dell’autore? Qual è il suo pensiero, qual è il suo ruolo rispetto a questo tema? Abbiamo posto direttamente a Fabio Siringo queste domande e riteniamo la sua posizione umile ma decisa, meritevole del vostro tempo.

Passione e impegno per temi politici e sociali, ma in quarta di copertina dice di non aver mai ricoperto un ruolo politico: come mai la decisione di “fermarsi” alla teoria?

Conosco i miei limiti: non sono un trascinatore di folle, non ho la capacità oratoria di saper convincere e trascinare la gente, non ho la presenza di spirito di dire la cosa giusta al momento giusto, non sono uno showman. 

Oggi purtroppo la politica è diventata essenzialmente arte di convincere (e spesso imbrogliare) la gente. I contenuti e le capacità passano in secondo piano: bisogna essere bravi a “vendere il prodotto”, ad apparire brillanti ed esuberanti, a promuovere se stessi.

Per questo motivo ho preferito scrivere le mie idee, sperando che qualcuno più esuberante di me le faccia proprie e le sappia diffondere. Raccogliere il consenso popolare sulla base di argomenti validi dovrebbe rivelarsi alla lunga molto più facile.

In queste poche parole l’autore ci trasmette il valore della sua posizione ed esprime un concetto chiaro e condivisibile: al di là delle ideologie e dei partiti, ognuno di noi percepisce e soffre questa politica cinematografica e cafona, che distrae dai veri problemi per parlare, troppo, di sciocchezze che rasentano il gossip. 

Affrontare questi temi in maniera seria risulta già difficile a chi ha fatto della politica il proprio mestiere, e forse è per questo che un fisico teorico riesce così bene in questa impresa. 

L’autore infatti è di certo abituato all’analisi e alla teorizzazione, ma prestare le sue competenze alla sfera politica richiede sicuramente un interesse profondo. Lasciamo a lui lo spazio per dirci da dove nasce questo interesse.

La passione per i temi politici, appunto: da dove nasce? Esiste un punto di incontro tra la politica di cui si occupa a livello teorico e la sua professione?

La mia professione mi ha reso avvezzo all’analisi di problemi, spesso molto complessi. La soluzione razionale dei problemi richiede la capacità di individuare gli elementi essenziali, evitando di farsi confondere dagli innumerevoli aspetti marginali che sono spesso irrilevanti. 

Oggi assistiamo ad un dibattito pubblico che è sempre più inconcludente, che mostra l’incapacità di analisi razionale da parte di molti soggetti politici e commentatori. In tale confusione e disinformazione, emerge la furberia dei populisti che, con abili doti oratorie, confondono ancor di più le acque per sostenere tesi insostenibili, ma utili a generare facile consenso. Davanti a tutto ciò, la persona razionale ha un primo istinto di rifiuto, che porta ad allontanarsi dal mondo malato della politica. Poi, a mente fredda, prevale la consapevolezza che purtroppo quel mondo malato della politica avrà effetti nefasti sulla nostra vita. Non possiamo disinteressarci senza che la politica prima o poi si interessi di noi. Ognuno ha il dovere civico di dare un contributo, in base alle proprie attitudini.

Nelle ultime righe di questa breve dichiarazione, troviamo l’essenza della seconda domanda che ogni lettore si pone prima di una lettura. “Perché dovrei leggere questo libro?”. 

Proprio perché la politica ci riguarda tutti, non possiamo ignorarla: la sua presenza impregna le nostre vite in ogni momento, perciò tra la negazione o la partecipazione passiva a grotteschi show di partito c’è una via virtuosa fatta di informazioni oggettive e ideologie trasparenti e ottimiste. 

L’obiettivo è ricercare, discutendo insieme in modo costruttivo, un miglioramento della società, della politica e delle normative che regolano e condizionano le nostre vite.

Pensa che i rimedi di cui parla nel libro siano attuabili? È ottimista al riguardo?

Sono convinto che i rimedi siano attuabili: è la volontà di farlo che manca, perché lederebbe i privilegi di quei pochi che attualmente hanno molto potere. Da questo punto di vista ho la consapevolezza di essere un idealista, ma sono un inguaribile ottimista. D’altra parte, se le idee sono valide, spesso camminano da sole. Sono i tempi necessari che mi preoccupano. In fondo, basterebbe che i leader della sinistra smettessero di farsi la guerra tra loro e iniziassero a marciare compatti nella stessa direzione. La difesa dei diritti costituzionali infatti troverebbe sicuramente il consenso della maggioranza degli elettori. Ma forse dovremmo prima cambiare i leader.

Quando ho scritto il libro, la situazione era ancora fluida. Poi i leader della sinistra hanno fatto esattamente l’opposto di quello che io auspicavo. Sia Letta che Conte hanno deciso a tavolino di perdere le elezioni, andando separati. In realtà, nonostante tutto, destra e sinistra hanno avuto in totale circa gli stessi voti, ma la decisione di andare divisi ha causato la clamorosa sconfitta della sinistra. Letta si è dimesso. Conte è ancora al suo posto, aveva probabilmente intuito che dall’opposizione avrebbe avuto gioco facile a fomentare la protesta, cercando di lucrare consenso personale. Mi sembra una grande ipocrisia: non era ovvio che facendo vincere la destra, poi la destra avrebbe fatto la destra? Nel compiere questa scelta, i leader della sinistra non erano consapevoli del danno che avrebbero arrecato alla stessa gente che ora fomentano?

Vedo con piacere che qualcosa si muove, che la gente prova a scendere in piazza a protestare contro le politiche della destra, ma la protesta ha un valore solo simbolico e nessun effetto pratico. Per cambiare qualcosa occorre vincere le elezioni e per farlo occorre superare le divisioni a sinistra sulla base di un’ideologia comune, come la difesa dei diritti costituzionali. Sembra invece che alcuni leader, per sopravvivere, cerchino proprio  di rimarcare delle differenze che sono marginali o costruite ad arte, proprio per dare a se stessi motivo di esistere, con grave danno per la gente che dovrebbero rappresentare. Rimanere perennemente all’opposizione è comodo per chi sa solo protestare, ma le decisioni che incidono sulla nostra vita vengono prese dalla maggioranza parlamentare.

Dunque sono ottimista, perché gli uomini passano, qualcuno riuscirà a ricompattare la sinistra. L’esperienza negativa di questo governo sarà di aiuto, ma a quale prezzo per la gente?

La lucidità scientifica di Siringo guida il lettore in un’analisi sì teorica, ma anche estremamente pragmatica: tutta la riflessione sui temi fondamentali della Costituzione segue il filo rosso del “buon senso”, basato sugli ideali fondamentali della sinistra, sulla ricerca di eguaglianza ascoltando le necessità che vengono dal basso, espresse non in un Manifesto inciso su pietra, ma che devono evolversi come si evolve la società, sull’attenzione che può arrivare solo da chi ha fatto dell’osservazione costante dell’evoluzione del mondo la sua professione.

Giustizia, sanità, educazione, media, welfare, Europa e diversi altri temi vengono destrutturati e ricomposti dall’autore con estrema chiarezza, logica e senso pratico. E di nuovo qui si evince la capacità di trattare materie complesse con un linguaggio a portata di tutti, tipico di chi è abituato a dover tradurre concetti complessi in teorie comprensibili. Non è cosa da poco: trasformare la complessità in comprensione è il principale talento di Siringo ed è un grande vantaggio per il lettore, che desideri affrontare e approfondire tematiche tanto importanti. Questo approccio permette di seguire, senza particolare fatica e con spirito via via più consapevole e critico, l’analisi dei problemi e le possibili soluzioni teorizzate nel libro. 

 

Leggere questo trattato è fondamentale se siete di sinistra, se siete di destra, se non siete di niente o se non sapete cosa siete. Perché una riflessione onesta e coerente è indispensabile per sviluppare il proprio pensiero critico e per diventare capaci di valutare il panorama politico italiano con competenza e razionalità.

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