A proposito di incipit. L’inizio del racconto.

Sappiamo come fare per “aggredire” il foglio bianco, privandoci di ogni inibizione. Siamo partiti da un’immagine che ha sprigionato in noi un’emozione. L’emozione si è trasformata nella prima riga del nostro racconto, e poi di seguito in una volata a occhi chiusi senza pensare allo stile, alla lingua, senza sapere nemmeno dove la nostra emozione ci avrebbe portato. Siamo rotolati lungo il foglio come una piccola palla di neve che diventa sempre più grande, raccogliendo tutto ciò che incontra qua e là nel suo cammino. E abbiamo imparato a far convivere la fantasia e la realtà nella nostra testa, a mescolarle sentendone odori e sapori e percependone le sfumature. Insomma, abbiamo immaginato in un lampo e abbiamo scritto come se quella fosse l’unica cosa necessaria da fare.

Ora comportiamoci come scultori, i quali da un ammasso di materia più o meno informe devono modellare una scultura perfetta. Cominciamo dall’incipit, cioè l’inizio del racconto.

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