Come scrivere una storia: le scelte linguistiche

Come scrivere una storia: le scelte linguistiche. Devi farle in modo attento!
Scrivere una storia richiede prima di tutto un ragionamento approfondito sullo stile: l’autore, prima di immergersi nella narrazione, deve capire con quale stile racconterà la sua storia. Ciò vale sia per i romanzi che per i racconti.

Scrivere è un’attività che non nasce di getto

Non nasce di getto quando abbiamo in programma di consegnare il nostro manoscritto a un editore e ai lettori. Infatti scrivere è un impegno che nasce dal pensiero, quindi dalla progettazione. Infatti ha in serbo il raggiungimento di un obiettivo: consegnare una storia a un editore e a un pubblico. Perché il pubblico ne tragga giovamento, bisogna che la storia sia:

– studiata nei minimi dettagli
– costruita per intrigare il lettore.

Non mi riferisco soltanto alla trama, ma anche agli aspetti tecnici, come le scelte linguistiche, sulle quali devi ragionare tenendo prima di tutto conto della tipologia di narrazione con la quale ti stai confrontando.

Come scrivere una storia: le scelte linguistiche efficaci

Un romanzo rosa richiederà scelte linguistiche, ovvero un lessico differente rispetto a quello richiesto da un romanzo giallo. Non mi riferisco soltanto al significato delle parole, ma anche e soprattutto alla loro natura fonetica. Tanto per intenderci, mamma è da romanzo rosa, madre da romanzo giallo. Morosa da romanzo rosa, donna (nel senso di compagna) da romanzo giallo. Rosa (il colore) è da romanzo rosa, giallo (sempre il colore) da romanzo giallo.

La composizione sillabica delle parole, come suonano le consonanti e altri fattori, tra cui il senso comune (fu la Mondadori ad associare il giallo alla prima collana in Italia di libri polizieschi) devono guidarti nella scelta del lessico adatto al tuo racconto.

Ti consiglio di ragionare bene sulle scelte linguistiche, perché in pratica stai lavorando alla definizione del tuo stile, che per uno scrittore è il pane quotidiano, un po’ come per il fornaio scegliere la miscela giusta di farine per ciò che sfornerà.

Una volta definito l’impianto lessicale della tua opera, comincia a scrivere: ti accorgerai subito se le parole che escono dalla tua testa e finisco sulla pagina sono adeguate
– al genere letterario
– al contesto storico
– geografico
– sociale che stai definendo
– all’atmosfera che vuoi rendere. 

 

Consigli pratici di scrittura

Adesso fermati e rifletti: stai usando una lingua opaca, cioè una lingua oscura, di difficile interpretazione, o una lingua trasparente, cioè una lingua semplice, immediata? Come te ne accorgi? Nel primo caso, è la lingua a essere protagonista al posto della tua storia, la complessità del lessico proposto sta oscurando o opacizzando la trama, costringendo il lettore a riflettere per capire cosa sta accadendo.

Nel secondo caso, la lingua quasi non esiste, ovvero è solo uno strumento per portare in scena una storia, che quindi emerge in tutta la sua forza.

Non sta a me giudicare se sia meglio l’una o l’altra, ti invito semplicemente a riflettere sul tipo di narratore che vuoi essere, opaco o trasparente, facendo ragionamenti e scelte sensate a riguardo.

Ti invito inoltre a lavorare sul tuo stile per costruirlo, per plasmarlo a seconda della storia che vuoi raccontare: il tuo stile darà forma e contenuto alle tue storie, ben lontano dall’essere solo un modo per mettere le parole su un foglio.

Parole d’ordine: ragionare e sperimentare.

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Per approfondire le scelte linguistiche, guarda il video su GustaLibro